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PISTE
CICLABILI
In questa zona della costa veneta, la più ricca in Italia
di aree palustri e cordoni litoranei sabbiosi, i primi abitatori della
Selva Caprulana trovarono possibilità di sopravvivenza affinando l'arte
della pesca, costruendo le barche e le reti. E' dunque nella laguna che
nasce l'antica storia di Caorle, il luogo dove si insediano i primi abitanti
i quali sopravvivevano grazie alla gran quantità di pesce che queste acque
regalavano. Oggi, in quelle stesse valli della piccola laguna, si possono
incontrare gli ultimi vecchi pescatori la cui vita fa pensare a tempi
lontani nella memoria. Fino a cinquant'anni fa intere famiglie di pescatori
con le povere masserizie partivano per la "fraìma" nel periodo compreso
tra settembre e dicembre. Come in una processione per mare, i pescatori
partivano verso i casoni dove trascorrevano un così lungo tempo e rientravano
soltanto a Natale e portavano al Consorzio Peschereccio il pesce pescato.
Un tempo qui c'erano soltanto lagune, paludi, barene e canneti. Gli abitanti
di questa fascia litoranea avevano affinato la tecnica della costruzione
dei capanni, i casoni, con il falasco ben intrecciato, sopra una struttura
di legno a forma di prisma con le facce irregolari e convesse. Nonostante
l'evoluzione dei tempi non abbia completamente salvato quest'area, la
laguna di Caorle occupa ancora oggi una zona piuttosto estesa, una sorta
di paradiso dove si può ancora ammirare il volo di gabbiani e garzette
che si alzano dalle barene, il volo all'alba di aironi, gru e folaghe
in una bellissima e suggestiva atmosfera. La laguna di Caorle fu frequentata
qualche decennio fa dallo scrittore americano Ernest Hemingway, ospite
del veneziano barone Raimondo Franchetti. In questo angolo di natura selvaggia
il romanziere trovò ispirazione per un suo famoso racconto "Al di là del
fiume, tra gli alberi".
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