La rappresentazione in costume del ratto delle Donzelle
La
terza domenica di settembre Caorle ripropone un suggestivo "tuffo
nella storia", con la rievocazione del Ratto delle Donzelle, un fatto
storico accaduto nel X secolo quando nella notte tra il 31 gennaio e il
1º febbraio i pirati dalmati, guidati dal temibile Gaiolo, rapirono
le novizie e rubarono le ricchezze portate in dote, prima che queste andassero
in spose ad altrettanti nobili veneziani in un rito collettivo che si
celebrava come consuetudine nella cattedrale di Olivolo, l'attuale S.
Pietro di Castello, antica sede vescovile di Venezia.
La flotta veneziana, inferocita per l'affronto subìto, guidata
dal doge Pietro Candiano II raggiunse i pirati che nel frattempo si erano
rifugiati sul lido di Porto S. Margherita per spartirsi il bottino e abusare
delle novizie. Qui, con l'aiuto dei Caorlotti fedeli alla Serenissima,
i pirati furono catturati e le novizie liberate.
Per quattro secoli Venezia ha ricordato questo fatto storico con la "Festa
delle Marie" che si svolgeva a S. Maria Formosa, commemorazione in
seguito abbandonata ma da qualche anno ripristinata in apertura del Carnevale.
Caorle invece ha deciso di rivisitare la propria storia dedicando a questo
fatto una sfilata in costume che inizia con l'arrivo in porto della barca
dei pirati con le donzelle prigioniere; segue quindi l'intervento da parte
dei Caorlotti che a nuoto raggiungono i pirati e li catturano per poi
portarli in corteo tra le vie del centro storico legati e scherniti dagli
altri figuranti (oltre 200), che rappresentano il doge, i nobili veneziani,
il popolino, tutti vestiti in abiti dell'epoca, mentre nel porto peschereccio
prendono parte alla rappresentazione barche tipiche riccamente addobbate
e la caorlina grande "Città di Caorle", la maestosa barca
a remi costruita dai cantieri veneziani del campione del remo Gianfranco
Vianello "Crea".
La
manifestazione richiama ogni volta un grande numero di turisti e visitatori
occasionali, affascinati da una rievocazione che non poteva trovare migliore
ambientazione del centro storico di Caorle, con le case, le calli e i
campielli in classico stile veneziano.
Ma Vivistoria propone anche altri motivi di richiamo, come la regata di
batée (tipiche imbarcazioni a remi in legno a fondo piatto in uso
nelle lagune venete) in ricordo della "fraìma", ossia
l'antica pratica dei pescatori caorlotti di trasferirsi nei casòni
della laguna per un lungo periodo di pesca che va dall'8 settembre (giorno
della Madonna dei Fagòti), alla vigilia di Natale. Questa pratica
è stata abbandonata non più di mezzo secolo fa.
Inoltre, Vivistoria è arricchito anche da concerti musicali e dal
gioco della palla in costume nella spiaggia di Levante.
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