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Istituzione di un Sic marino in Veneto: chiesta la sospensione

 

Il Comune di Caorle è venuto a conoscenza dell’avvio di un procedimento amministrativo che prevede l’istituzione di un SIC, Sito di Interesse Comunitario, in quasi tutto il mare antistante le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna entro le 12 miglia (ad eccezione di una parte limitata del golfo di Venezia) con conseguente blocco totale delle attività di pesca (compreso l’utilizzo delle reti da posta).
 

Tali informazioni sono riportate nel documento “Completamento della rete Natura 2000 per il delfino tursiope (Tursiops truncatus) e la tartaruga marina (caretta caretta): risoluzione insufficienze scaturite dal Seminario Marino di Malta (settembre 2016)” condiviso nella nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare del 25 settembre 2017.
Le imprese di pesca che operano in tale area sono risultate essere completamente all’oscuro di tale procedimento in atto, così come i vari portatori di interesse locali e nazionali.
 

L’Amministrazione Comunale chiede alla Regione Veneto che, prima di tutto, venga sospeso il procedimento e che istituisca un gruppo di lavoro integrato, dove siano rappresentati i vari portatori di interesse.
 

La volontà di istituire un SIC nell’Alto Adriatico sembra nasca dalle informazioni raccolte dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale) con il metodo del volo aereo, dati che si chiede vengano verificati anche attraverso l’uso di differenti metodologie.
 

“La realizzazione di questo sito – spiega il Sindaco di Caorle avv. Luiciano Striuli – comporterebbe non poche criticità alla nostra località: sono molte, infatti, le imbarcazioni locali che svolgono la loro attività di pesca proprio entro le 12 miglia! È necessaria, quindi, una sospensione dell’iter procedurale in modo tale da permettere il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interesse. Siamo sicuri che la Regione Veneto accoglierà la nostra richiesta, permettendoci così di approfondire l’argomento, di capire le effettive necessità di tutela della zona e delle specie in questione e di valutare se la normativa attuale non sia già adeguata a rispondere a tali richieste”.

  

pubblicata il 02 agosto 2018
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