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Protezione Civile: intitolazione della sala operativa a Gianluca David

 

Si è svolta questa mattina (sabato 15 giugno) la cerimonia di intitolazione della sala operativa della sede della Protezione Civile Comunale a Gianluca David (fondatore e poi coordinatore del Gruppo Volontari di Caorle), alla presenza dei familiari di Gianluca, del Presidente dell’Unitalsi Triveneta, del coordinatore distrettuale di Protezione Civile Luca Villotta, dei volontari della protezione civile di Caorle e di tutti i gruppi comunali del distretto del Portogruarese, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e di Polizia, delle associazioni d’arma e di volontariato, dei Vigili del Fuoco , di Mons. Danilo Barlese e di numerosi cittadini.       

  

“Il Saluto della Città ed anche quello mio personale va, in particolar modo, alla famiglia di Luca: alla moglie Antonella, alla figlia Eleonora ed alla mamma Bepa (Giuseppina) – ha dichiarato il Sindaco di Caorle avv. Luciano Striuli - 15 giorni fa ci siamo trovati in questo presidio per intitolare l’adiacente caserma del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Caorle al capo reparto esperto Giorgio Bandiziol ed oggi gli eventi della vita ci riportano qui a rendere omaggio, con l’intitolazione della sala operativa della sede della protezione civile comunale di Caorle, a Gianluca David, una persona che con Giorgio Bandiziol aveva un legame stretto, non solo istituzionale ed operativo, ma soprattutto umano perché fondato sulla stima e sull’affetto reciproco.

Luca, dipendente comunale, assegnato all’Ufficio Comunale di Protezione Civile, è stato uno dei fondatori del gruppo volontari della protezione civile di Caorle, poi diventatone nel tempo il coordinatore fino allo scorso 31 Dicembre, quando dopo un anno di malattia, ci è venuto a mancare.

Persona che, in questo ruolo, ha costituito per anni la trait d’union tra le diverse componenti istituzionali ed il mondo del volontariato, creando un assetto di reciproca fiducia e proficua collaborazione, nell’interesse della comunità e del territorio, consentendo la realizzazione di diverse iniziative, sia in ambito sociale che istituzionale.

È con questa motivazione che la Giunta Comunale di Caorle, il 14 marzo scorso, ha deliberato di intitolare a lui la sala operativa della sede della protezione civile comunale, affinché la sua persona (in virtù dei meriti professionali, dell’impegno sociale e della generosità manifestata nei confronti della nostra comunità, delle persone incontrate e conosciute nelle molteplici attività di volontariato a cui ha partecipato) rimanga nella memoria dei Cittadini di Caorle, presenti e futuri, rimanga per sempre, anche con il nome, legato alla Protezione Civile della Città di Caorle.

Per me, parlare di Luca non è facile, è ancora troppo fresco il dolore per la sua perdita, ma sono certo che, mentre sto parlando, nel cuore e nella mente di ognuno di noi stanno scorrendo dei ricordi bellissimi vissuti insieme a lui, ricordi che magari fanno scendere qualche lacrima ma che di sicuro ci regalano molti sorrisi. Perché lui era così, era una persona che si faceva volere bene, che amava aiutare gli altri, lo faceva con i malati a Lourdes e lo faceva qui, prima come volontario e poi come coordinatore del gruppo, aiutare gli altri lo faceva stare bene, diceva sempre che era più quello che riceveva rispetto a quello che dava.

Luca era anche un uomo di grande fede. E non c’era giorno in cui non passasse a dare un saluto al nostro Santuario, alla nostra Madonnina dell’Angelo, alla quale si è affidato anche nei giorni della malattia, una malattia che ha saputo affrontare con dignità fino all’ultimo respiro.

Luca credeva moltissimo nella Protezione Civile, il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, sia durante le emergenze, sia durante i servizi nei quali l’amministrazione chiedeva il supporto della protezione civile. È stato capace di unire le persone, di motivarle, di gratificarle, come solo un leader è in grado di fare. A lui va dato il merito di avere riempito di significato la parola “gruppo”, riuscendo a dare vita a un team di volontari efficienti e professionali, di avere costruito una squadra di donne e di uomini sempre pronti a dedicare e sacrificare il proprio tempo libero per gli altri.

Oggi questa squadra, seppur orfana di lui, sta continuando per la strada tracciata, con lo stesso spirito e con la stessa anima, al servizio della comunità e per il territorio, per la prevenzione dei rischi, per il soccorso delle persone, per il contrasto ed il superamento di ogni emergenza.

Questi sono pensieri non solo di chi vi sta parlando ma anche del Responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile, il Comandante Commissario Capo Armando Stefanutto. E questo è il pensiero anche di tutti i volontari del gruppo di Caorle, ai quali ora mi rivolgo come Sindaco e come capo della protezione civile, per dirvi che sono orgoglioso di voi, per il prezioso servizio che fate per la nostra gente e perché sono certo che ogni volta che voi e che io indosseremo la nostra divisa gialla, lo faremo anche rivolgendo un pensiero all’amico Luca.

Ed a te Luca, oggi ti abbiamo strappato un altro sorriso, questa cerimonia è proprio per te, per ringraziarti, per ricordarti, per esserti riconoscenti”.

  

 “ Io e Gianluca facevamo grandi chiacchierate per costruire quello che oggi è il gruppo di Caorle – ha raccontato il coordinatore distrettuale della Protezione Civile Luca Villotta – Lui era un vero leader, di quelli che non stanno davanti ma a fianco dei volontari. Grazie a lui Caorle fa ora parte integrante del distretto, che conta più di 300 volontari in 11 Comuni. Chiedo ai volontari e agli amministratori di aiutarmi a mantenere vivo lo stesso spirito che caratterizzava Luca, sia in termini di impegno che di collaborazione, solo così possiamo onorarlo come si merita”.

  

 “La sua prematura scomparsa non è facile da accettare – ha commentato il volontario Adriano Sangion, a nome del Gruppo di Protezione Civile di Caorle - Gianluca ci ha trasmesso e insegnato tanto, ha creato il nostro gruppo e ci ha insegnato l’importanza di ogni singolo membro. Ora proseguiamo in questa strada, in questo percorso da lui iniziato e non permetteremo che si disperda quello che ha creato. La targa è solo un altro modo per dire grazie al miglior coordinatore che potessimo avere e a un amico speciale”.

   

“Da piccola non capivo perché mio papà dedicasse tanto tempo alla Protezione Civile, senza essere pagato – ha raccontato Eleonora, figlia di Gianluca – Prima a parole e poi con i fatti mi ha dimostrato che la miglior soddisfazione si ha quando non si riceve nulla in cambio. Non posso che esser orgogliosa di ciò che mi ha insegnato, della sua propensione all’aiuto agli altri dimostrata durante tutta la sua vita”.

 

 

Data creazione: 15-06-2019 | Data ultima modifica: 17-06-2019